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Quirinale, Salvini: "L'unico candidato del centrodestra è Berlusconi". Sgarbi: "Per il Cav la vedo molto diff…

Ma nella Lega si pensa già a un piano B nel caso. Domani il vertice della coalizione a Villa Grande. Meloni: "Chiedo compatezza". Gianni Letta…

"Il centrodestra compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi, non si accettano veti ideologici da parte della sinistra". Parola di Matteo Salvini, che poi aggiunge: "Spero che nessun segretario e nessun partito si sottraggano al confronto ed alla responsabilità". Mentre dunque da un lato il leader della Lega pensa a un piano B nel caso in cui i numeri non fossero sufficienti, dall'altro continua a dire che il Cavaliere sia l'unico nome possibile per la coalizione. In serata interviene Vittorio Sgarbi che fa il bilancio della sua opera di caccia ai voti a favore di Berlusconi presidente della Repubblica: "Oggi abbiamo tre voti in più, siamo a circa venti voti oltre il centrodestra. Ma considerando che calcolo almeno 10 franchi tiratori, la situazione è molto difficile. A questo punto dovremmo stare a più 70, invece stiamo solo a più 10. Insomma vado avanti ma mi sembra un'impresa molto complicata".

Intanto, la senatrice del gruppo Misto Bianca Laura Granato ha confermato di aver ricevuto una chiamata da Sgarbi: "È vero, ma mi ha chiamato verso l'ora di cena, e poi, senza annunciarmelo, mi ha passato il Cavaliere... - ha detto ospite di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora - Si è presentato dicendo una cosa tipo "sono il signore del bunga bunga'!. Mi ha raccontato tutte le sue vicissitudini, anche processuali. Abbiamo chiacchierato e ho intuito che il suo interesse era sondare il terreno per una possibile candidatura al Colle. Ma non mi è stata fatta nessuna proposta". Sgarbi parlando ora di Granato osserva: "È interessante notare che lei rischia di non votare perchè non è vaccinata. Credo che Berlusconi dovrebbe ricordare che tutti hanno il diritto di votare, anche i non vaccinati. Se dovessero mancare proprio i loro voti dovremmo annullare le elezioni. Io mi sto occupando di contattare i 100 fuoriusciti dai Cinque Stelle e i 100 che non hanno alcuna possibilità di essere rieletti. La nostra proposta è creare una loro lista nel centrodestra, dare loro una possibilità, altrimenti sono morti". E se Matteo Renzi intervistato a Metropolis Live ha raccontato di non aver ancora sentito Berlusconi, Sgarbi invece sostiene che i Cav "ha parlato con Renzi. Deve parlare anche con Letta e Conte. Lui si occupa dei colloqui con i leader ed è convinto di avere 70 voti in più rispetto ai numeri del centrodestra. Io lo aiuto come 'centralinista' nei colloqui con i singoli deputati", ha concluso il ciritico d'arte.

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E nonostante la strenua difesa del Cavaliere e il sostegno alla sua candidatura, dai partiti di Salvini e di Giorgia Meloni trapelano ormai molte perplessità sulla possibilità che il leader di Forza Italia possa salire al Colle. Ieri il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Molinari, aveva detto: "Dobbiamo capire se Berlusconi è davvero in campo. Dobbiamo però prepararci a un piano B, trovare un'altra figura di centrodestra che sia condivisibile anche dal centrosinistra". Parole che però oggi il leader del Carroccio ha provato a smorzare, sebbene ieri si sia smarcato da Berlusconi sostenendo di non aver intenzione di sfilarsi dal governo nel caso in cui Draghi andasse al Quirinale.

Quirinale, Salvini e Renzi al lavoro su due ipotesi aspettando il flop di Berlusconi di Tommaso Ciriaco e Emanuele Lauria 12 Gennaio 2022

Intanto, Giorgia Meloni fa sapere che nel vertice di domani a Villa Grande con gli alleati continuerà "a chiedere la compattezza della coalizione dall'inizio alla fine dell'elezione per il Colle, una compattezza che Fratelli d'Italia può garantire perché lo sanno tutti, abbiamo sempre avuto una parola sola".

E a parlare di Quirinale è anche Gianni Letta che, uscendo dalla camera ardente di David Sassoli in Campidoglio a Roma, invita i partiti a ispirarsi proprio all'ex presidente del Parlamento europeo, "un uomo straordinario, con il desiderio da tutte le parti di contribuire a guardare agli interessi del Paese e non alle differenze di parte. Si tratta di una grande lezione, un grande contributo - conclude - Se i grandi elettori, parlamentari e non, procedessero all'elezione del presidente della Repubblica David avrebbe un grandissimo merito".

Dall'Udc il segretario nazionale Lorenzo Cesa ribadisce che il centrodestra è compatto rispetto alla candidatura del Cavaliere e il vertice a Villa Grande ''servirà a capire come allargare il campo, ovvero come proporre la candidatura di Berlusconi al Colle al di fuori del perimetro della coalizione''.

E Giorgia Meloni interviene sul tema maggioranza. "Io non mi sento garantita da governi che mettono insieme tutto e il contrario di tutto. E non dovreste sentirvi garantiti neanche voi, perché se neanche il 'beato' Mario Draghi è riuscito a concludere molto, figuriamoci con un altro o con chiunque. Il problema della democrazia parlamentare è che devi avere una maggioranza coesa che sostenga il governo, una visione chiara e possibilmente un mandato popolare. Questo si fa con elezioni e non con le maggioranze arcobaleno". "Ormai sono quattro anni - aggiunge Meloni - che noi siamo governati da partiti che non si sono presentati insieme alle elezioni. Al di là della buona volontà dei singoli noi abbiamo poche risorse e molte decisioni coraggiose da prendere. Queste cose si fanno quando si ha una visione chiara, non si fa mettendo insieme tutto e il contrario di tutto".

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