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Chiusura di Evinrude! BRP interrompe la produzione dei motori fuoribordo

L’annuncio è stato dato questa notte proprio da BRP. La chiusura di Evinrude arriva inaspettata come un fulmine a ciel sereno e stravolge non solo le dinamiche interne all’azienda, con riorganizzazioni e licenziamenti, ma anche quelle della rete globale dei centri assistenza e dealer nel mondo, che fra l’altro saranno quelli che dovranno rispondere direttamente alle perplessità dei clienti. Ma il gruppo canadese rassicura:

Brp assicura che chi possiede o ha appena acquistato un motore Evinrude sarà comunque sempre assistito nell’assistenza e nella fornitura dei pezzi di ricambio, nonché nelle formule di garanzia sottoscritte.

La pandemia del Covid-19 ha dato l’ultimo colpo di coda a un brand che era già affaticato dalla selezione naturale del mercato, che ormai è sempre più orientato verso i motori a quattro tempi, ma anche dalle sfide che il settore dei fuoribordo sta affrontando nella corsa alla tecnologia sempre più sofisticata.

“La nostra attività sui motori fuoribordo è stata fortemente influenzata dal Covid-19, costringendoci a interrompere immediatamente la produzione dei nostri motori fuoribordo – ha dichiarato il presidente e Ceo di Brp, José Boisjoli – Questo segmento di attività aveva già affrontato alcune sfide e l’impatto del contesto attuale ci ha costretto a forzare la mano fino a questo punto. Concentreremo i nostri sforzi su nuove tecnologie innovative e sullo sviluppo delle nostre barche, dove continuiamo a vedere un grande potenziale di mercato”.

BRP posizionerà quindi il proprio business nautico nel segmento delle barche con marchi di proprietà, ambito in cui ha già siglato un accordo commerciale con Mercury Marine per la fornitura di motori in package.

Il gruppo canadese ha infatti acquisito nel 2018 due cantieri americani: Alumacraft, che produce barche da pesca in alluminio, e Manitou, che realizza pontoon boats, molto in voga oltreoceano, mentre nel 2019 ha acquistato il marchio australiano Telwater, produttore di open in alluminio.

Prosegue senza interruzioni, invece, la produzione delle moto d’acqua Sea-Doo, dove c’è ancora molto mercato e meno concorrenza.

Ma l’asso nella manica BRP se lo tiene per lanciare, in un tempo non meglio definito, una nuova generazione di motori con tecnologia molto innovativa, al momento definita Project Ghost, che ha allo studio da diverso tempo e che promette di sbalordire.

Tutto questo comporterà anche una riorganizzazione degli impianti produttivi con spostamenti delle linee di produzione da uno stabilimento all’altro e con la chiusura definitiva di alcuni siti.

BRP è detentore anche del marchio Johnson, altro storico produttore di motori fuoribordo, che ha sempre tenuto nel cassetto in vista di nuove opportunità di business che il futuro potesse presentare. Ora purtroppo nel cassetto finisce anche il glorioso marchio Evinrude, con tutto l’auspicio che potrà riaprire, se non sotto l’egida di BRP, magari di un altro gruppo industriale

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