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Conad di Pescara, la direttrice del supermercato alle dipendenti: «Ditemi chi ha il ciclo». Viene espulsa

L’ordine choc alle dipendenti del supermercato dopo che nel bagno era stato ritrovato un assorbente fuori dal cestino
di Fabrizio Caccia

L’ordine choc alle dipendenti del supermercato dopo che nel bagno era stato ritrovato un assorbente fuori dal cestino

«Un gesto ignobile, una violenza inaudita compiuta da una donna contro altre donne», commenta inorridito Davide Urbano, segretario provinciale della Filcams Cgil di Pescara. Il fatto è accaduto il 14 aprile nel capoluogo abruzzese: in seguito al ritrovamento di un assorbente usato fuori dal cestino di uno dei bagni del personale, la direttrice del supermercato Conad di via del Circuito, Carla Di Tecco, ha mandato un messaggio vocale su WhatsApp alle sue dipendenti.

Messaggio raccapricciante sulla chat di gruppo: «Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò gli calo le mutande io! Questa storia deve finire...». La donna, 50 anni, non è nuova ad episodi del genere, già due anni fa fu denunciata per estorsione dopo aver vessato, umiliato e infine costretto alle dimissioni un altro suo dipendente («Ti garantisco che ti renderò la vita un inferno qui dentro, sai che non mi fermo davanti a niente...»).

E non si è fermata nemmeno questa volta: davanti al rifiuto delle lavoratrici del supermercato di comunicare il nome di chi aveva usato l'assorbente, la direttrice si è fatta consegnare la lista delle 12 commesse in turno e ha poi incaricato una capo-reparto donna di procedere all'ispezione corporale negli spogliatoi, invitando le dipendenti a togliersi pantaloni e mutandine. «Ma diverse di loro per fortuna sono venute da noi a denunciare l'accaduto», racconta il segretario della Filcams Cgil. Il sindacato ora sta valutando l'idea di promuovere azioni legali contro l'imprenditrice ipotizzando il reato di violenza privata.

Ieri, poi, la vicenda è finita sul tavolo dell'amministratore delegato della Cooperativa Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando, che ha subito avviato un'indagine interna e, avendo raccolto precisi riscontri tra i lavoratori, ha deciso di espellere con effetto immediato la direttrice del supermercato e di risolvere il contratto d'affitto d'azienda che finora aveva legato alla Conad il punto vendita di via del Circuito. «In ogni caso - ha detto l'ad di Conad Adriatico - assicureremo continuità all'attività commerciale garantendo il servizio ai clienti e il lavoro ai collaboratori». Ma via l'insegna e via il marchio, un provvedimento inevitabile: «Il motto Conad - conclude Di Ferdinando - lo conoscono tutti: Persone oltre le cose. Una frase che riassume i nostri valori e soprattutto rispecchia il modo in cui si opera nelle nostre strutture. Il rispetto delle persone viene sempre al primo posto e il comportamento della direttrice è stato inaccettabile».

29 aprile 2022 (modifica il 29 aprile 2022 | 09:06)

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