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Amsterdam, Napoli, Francoforte, Arabia: Amin Younes, una carriera di scelte sbagliate

Bundesliga

10:07 CEST 06/08/22

Amin Younes Napoli

Esploso all'Ajax, disperso al Napoli, poi nuovamente protagonista a Francoforte prima dell'addio per l'Arabia. Con la nazionale sempre sullo sfondo.

Lo scorso 18 maggio, a Siviglia, l’Eintracht Francoforte ha conquistato l’Europa League scrivendo una pagina di storia, non solo per aver vinto per la seconda volta un trofeo dal grande prestigio, ma anche per essersi assicurato un posto nella prossima Champions League a 62 anni di distanza dalla prima, unica e ultima partecipazione alla più importante manifestazione continentale. 

Riavvolgendo il nastro, tornando all’inizio della stagione, ci troviamo a Mannheim, dove la squadra del neo-allenatore Oliver Glasner ha disputato la gara di primo turno di DFB-Pokal contro il Waldhof, club di casa militante in 3.Liga, la terza serie. Uno scontro all’apparenza impari che invece si è risolto con un 2-0 in favore dei padroni di casa e la conseguente eliminazione al primo turno delle Aquile.

Era l’inizio del mese di agosto, il mercato impazzava ancora e la rosa era ancora un work in progress. Nei giorni successivi sarebbe sbarcato Sam Lammers, giusto per citarne uno, anche se non ha lasciato un grande segno. Glasner doveva fare con ciò che aveva. Tra questi, anche Amin Younes. Il classe 1993 veniva da un’annata ad altissimi livelli e c’erano i presupposti tecnici perché lo status di titolare si estendesse anche nel resto della stagione.

La storia però ha preso una piega ben diversa, perché quella di Mannheim ad oggi rimane l’unica presenza stagionale di Younes a Francoforte. A Siviglia non era nemmeno in tribuna, visto che da gennaio era diventato un giocatore dell’Ettifaq, in Arabia Saudita.

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