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Cristiano Ronaldo, dopo tanti no l’ultima spiaggia è lo Sporting

È un vero e proprio déjà vu quello che si sta vivendo in casa United da quando Cristiano Ronaldo, a meno di un anno di distanza dal suo ritorno, ha fatto sapere di voler lasciare il club con cui ha ancora un anno di contratto. Nel film incredibilmente simile a quello già visto lo scorso agosto e vissuto come uno shock dai tifosi della Juventus, stavolta, però, sono lo United e i suoi tifosi a recitare la parte di chi rischia di essere scaricato contro la propria volontà. Il cinque volte Pallone d’Oro è irremovibile, vuole giocare la Champions e migliorare quei record che nella sua testa sono come un’ossessione. Il problema è che, al momento, l’uomo pagato per accontentare ogni suo capriccio, il potentissimo agente Jorge Mendes, non è ancora riuscito a trovare una sistemazione che possa fare al caso del suo assistito. Sta lavorando duro il buon Jorge, fra incontri, cene, telefonate e viaggi. Fino ad ora, però, la risposta è stata sempre la stessa: «No, grazie». Bayern Monaco, Chelsea, Barcellona e infine l'Atletico Madrid: nessuna di queste squadre ha voluto aprire le porte a CR7.

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Il futuro di Cristiano Ronaldo

Mendes, però, non molla e nelle ultime settimane ha lavorato ad un clamoroso ritorno allo Sporting Lisbona, il club in cui il portoghese è cresciuto. I contatti ci sono, ma la trattativa resta complicata. Il diretto interessato, al momento, non si esprime. A parlare sono, però, i suoi gesti. Già la mancata presenza al tour in Thailandia e Australia, giustificata da imprecisati «motivi familiari», era stato un eloquente messaggio di rottura. Al ritorno dello United in Inghilterra, CR7 si è unito alla rosa e domenica è sceso per la prima volta in campo, nell’amichevole contro il Rayo Vallecano. Anche lì, però, è sembrato svogliato, quasi impertinente. Tanto che nelle ore successive è diventato virale fra i supporter dei Red Devils un video in cui lo si vede passare la palla all’indietro per quattro volte in meno di 10 secondi, con tocchi al limite dell’irritante. A fare infuriare di più Ten Hag è stato, però, quello che è successo dopo: Cristiano ha lasciato lo stadio mentre la squadra stava ancora giocando e l’allenatore ha definito «inaccettabile» il suo comportamento. Il paradosso, però, è un altro. Con l’infortunio di Martial, CR7 è l’unico centravanti di ruolo in rosa. Quindi, nonostante una situazione da separato in casa, il tecnico olandese potrebbe essere costretto a schierare proprio lui al centro dell’attacco nell’esordio in Premier contro il Brighton in programma domani. Tanto che, parlando in conferenza, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, definendo CR7 «un attaccante straordinario» e precisando di essere «molto contento che faccia parte della squadra».

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