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La Cina avverte i creditori: il colosso immobiliare Evergrande è in crisi di liquidità, non pagherà gli interessi sui prestiti

Il colosso immobiliare cinese Evergrande il 20 settembre non sarà in grado di pagare gli interessi sui propri debiti. Il ministero cinese dell’Edilizia abitativa e dello Sviluppo urbano-rurale ha riferito alle principali banche che la società, alle pr

Il colosso immobiliare cinese Evergrande il 20 settembre non sarà in grado di pagare gli interessi sui propri debiti. Il ministero cinese dell’Edilizia abitativa e dello Sviluppo urbano-rurale ha riferito alle principali banche che la società, alle prese con una grave crisi di liquidità e un debito di 305 miliardi di dollari, non potrà “effettuare il pagamento degli interessi sui prestiti”, ha riferito Bloomberg, citando fonti vicine al dossier. Il gruppo – che è affondato in Borsa a Hong Kong sulle voci di potenziale fallimento – è in trattativa con gli istituti di credito sulla possibilità di estendere i pagamenti e rinnovare alcuni prestiti. Lo stesso ministero ha convocato in settimana un incontro con le banche. C’è chi già evoca lo spettro di Lehman Brothers, che annunciò ufficialmente il proprio fallimento il 15 settembre di 13 anni fa.

Sospesi dagli scambi i bond del colosso immobiliare cinese Evergrande. Spettro default per gli investitori
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Il secondo sviluppatore immobiliare della Cina deve far fronte a una montagna di debiti per 305 miliardi di dollari con flussi di cassa “finiti sotto enorme pressione” ed evitare un effetto tsunami devastante sul sistema finanziario del Paese. Martedì per la compagnia è stata una giornata sull’ottovolante in Borsa, dopo la diffusione di un file in cui si incolpavano della crisi di liquidità “i continui resoconti negativi dei media” che “hanno colpito la fiducia dei potenziali acquirenti di proprietà” immobiliari. Ci sono poi trattative con potenziali investitori per la vendita di asset, in assenza tuttavia di “progressi significativi”. L’annuncio è maturato a poche ore dalla prima protesta di centinaia di piccoli investitori inferociti che hanno assediato lunedì il quartier generale di Shenzhen. I video postati sui social media in mandarino hanno mostrato una folla scandire a gran voce “ridateci i nostri soldi”, tra i rimborsi di prestiti e prodotti finanziari.

A giugno, Evergrande ha mancato il pagamento degli interessi di un bond, mentre Moody’s e Fitch hanno bruscamente tagliato il rating sull’affidabilità del debito. Il gruppo, fondato da Xu Jiayin, ha avuto un’inarrestabile crescita per un ventennio dalla sua fondazione nel 1996 a Guangzhou col nome Hengda Group, sostenuta principalmente da finanziamenti. Il 62enne Xu, noto come Hui Ka Yan in cantonese, è un imprenditore partito dal nulla fino a diventare uno degli uomini più ricchi della Cina, con un patrimonio stimato da Forbes in 11 miliardi di dollari. Evergrande Real Estate possiede attualmente più di 1.300 progetti in più di 280 città in tutto il Paese, secondo il sito web della società, con asset che vanno ben oltre il semplice sviluppo immobiliare: dalla produzione di auto elettriche, ai media, alle aziende alimentari e delle bevande e alle squadre di calcio, tra cui il Guangzhou Fc, il team pluricampione cinese e asiatico allenato in passato da Marcello Lippi e ora da Fabio Cannavaro.

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