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Ferrovie dello Stato: Nicoletta Giadrossi nuova presidente, Luigi Ferraris ad

Il ministero dell’Economia ha indicato i componenti del nuovo cda scelti con il «metodo Draghi» che si avvale di società di cacciatori di teste per

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, ha indicato i componenti del nuovo consiglio di amministrazione del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Luigi Ferraris è il nuovo amministratore delegato, Nicoletta Giadrossi la presidente.

Gli altri membri del cda nominati sono Pietro Bracco; Stefano Cuzzilla; Alessandra Bucci; Silvia Candiani e Riccardo Barbieri Hermitte. «Il ministero dell’Economia e delle Finanze esprime un sentito ringraziamento al presidente, Gianluigi Vittorio Castelli, all’Amministratore delegato, Gianfranco Battisti, e ai consiglieri uscenti per il prezioso lavoro svolto e gli importanti risultati ottenuti», si legge in una nota. Il nuovo cda è statonominato dall’assemblea degli azionisti di Fs che si è riunita in serata: approvato il bilancio di esercizio 2020 (con un utile di 41 milioni di euro).

Le nomine delle partecipate del Tesoro

La scelta di Ferraris e Giadrossi è la prima di una tornata di nomine del governo. Si preannuncia una rivoluzione dei vertici delle principali partecipate del Tesoro. Il 27 maggio sono attese le nomine del Mef per i vertici di Cassa depositi e prestiti direttamente nell’assemblea della società. Il nome caldo per la carica di ad è quello di Dario Scannapieco, attuale vicepresidente della Banca europea di investimenti (Bei). Alla presidenza, invece, la conferma di Giovanni Gorno Tempini.

Il «metodo Draghi»

Con i nomi di Ferraris e Giadrossi il premier Mario Draghi inaugura una nuova stagione alla guida di Ferrovie dello Stato. La scelta arriva dopo un colloquio con il ministro dell’Economia Daniele Franco e dopo un lungo lavoro di valutazione con il coinvolgimento di una società di cacciatori di teste. Il «metodo Draghi» segna anche il dossier, assai nutrito, delle nomine: decide il premier, in asse con il ministro dell’Economia, dopo un lavoro svolto da società di headhunting (Key2people per Cdp e Fs; Egon Zehnder per la Rai). Delle decisioni vengono informati i leader di maggioranza, ma non trova spazio il metodo di «spartizione» dei partiti, che secondo diverse fonti parlamentari, potrebbero avere più voce nella indicazione dei componenti dei cda.

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