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Berlusconi affida la Lombardia a Licia Ronzulli, tensione in Forza Italia

Un problema politico, da discutere e affrontare in maniera seria. Nei ragionamenti di Maria Stella Gelmin i si inquadra così l’ultimo caso che agita Forza Italia...

Un problema politico, da discutere e affrontare in maniera seria. Nei ragionamenti di Maria Stella Gelmini si inquadra così l’ultimo caso che agita Forza Italia, ossia la scelta di Silvio Berlusconi di sostituire il coordinatore lombardo Massimiliano Salini con Licia Ronzulli, a cui ha affidato il ruolo di commissario, a ridosso delle elezioni amministrative. Un cambio da tempo nell’aria e, ne è convinta il ministro per gli Affari regionali, già deciso prima che fosse pubblicato ieri pomeriggio dal sito del Foglio il suo sfogo (con accuse esplicite a Ronzulli) con Antonio Tajani a Sorrento. Ora un confronto fra Gelmini e l’ex premier (spazientito, pare, dalle parole della forzista della prima ora) appare inevitabile: se i due non si sentiranno prima, il rischio è che avvenga a Napoli, dove venerdì e sabato andrà in scena la kermesse nazionale del partito.

Licia Ronzulli: chi ci racconta divisi vuole male al partito

«Forza Italia divisa? Assolutamente no, stiamo dando prova di forza e di unità. Chi ci racconta divisi vuole male alla nostra forza politica e al nostro Presidente. Abbiamo avuto mesi difficilissimi, confortati soltanto dall’inesauribile ottimismo e voglia di fare del presidente Silvio Berlusconi, ma ormai da un anno siamo in crescita costante e assolutamente centrali. 'Determinati e determinantì, come ha detto Berlusconi a Roma. Per questo mi sono stupita di leggere ricostruzioni diverse». Lo dice in un’intervista a "La Stampa" la nuova coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, Lucia Ronzulli, in merito alle polemiche sorte nel partito con la sua nomina. «Sono un soldato nelle mani del presidente Berlusconi - dichiara - mi ha chiamato sabato sera e, da figlia dell’Arma, ho risposto: presente!». «Un conflitto tra ministri e dirigenti del partito? Esistono ruoli diversi e questo, in qualche circostanza, crea differenti punti di vista. È normale e sano, siamo una forza politica dove si discute per poi fare sintesi», ha spiegato. La senatrice di FI, parlando del centrodestra, ha poi aggiunto: «I leader non si vedono, ma si sentono, in ogni caso mi auguro ed ho fondate ragioni di immaginare che si incontreranno presto, magari già nei prossimi giorni». «La crescita di Meloni? Non c'è da preoccuparsi se a crescere è un alleato, cioè se la coalizione di centrodestra si rafforza», ha concluso Ronzulli.

Ronzulli: discutiamo ma poi c'è sintesi, noi determinanti

«Stiamo dando prova di forza e di unità. Chi ci racconta divisi vuole male alla nostra forza politica e al nostro Presidente. Abbiamo avuto mesi difficilissimi, confortati soltanto dall’inesauribile ottimismo e voglia di fare del presidente Silvio Berlusconi, ma ormai da un anno siamo in crescita costante e assolutamente centrali. "Determinati e determinanti", come ha detto Berlusconi a Roma. Per questo mi sono stupita di leggere ricostruzioni diverse. Sul piano politico dobbiamo occuparci, e non preoccuparci, di rappresentare al meglio chi ci ha votato e chi ci vota, dobbiamo fare sempre di più». Lo ha detto Licia Ronzulli nell'intervista a La Stampa. "Sono ormai settimane - ha aggiunto - che giro l’Italia, dobbiamo lavorare per essere centrali e dettare l’agenda del governo, per dare forza e attenzione a chi ha governato bene in questi anni. E magari a portare a casa riforme importanti come l'autonomia regionale, concentrerei le energie su queste cose, per questo siamo entrati al governo. Esistono ruoli diversi e questo, in qualche circostanza, crea differenti punti di vista. E' normale e sano, siamo una forza politica in cui si discute per poi dare sintesi. Ci sono alcuni temi sui quali Forza Italia ha le idee chiarissime. Guardi la questione del catasto. Comprendo la difficoltà di chi è un importante dirigente di Forza Italia e, allo stesso tempo, ministro di un governo di coalizione, di una coalizione all’interno della quale ci sono Cinque stelle e sinistra radicale, a farsi portavoce di una posizione che è minoritaria dentro al governo. Ma siamo in questo governo per fare cose giuste, senza derogare dai nostri principi, come quello che 'la casa non si toccà. Questo, però, non lo chiamerei conflitto, ma normale dialettica».

La manifestazione «L'Italia del futuro, la forza che unisce»

Sono pronte mille bandiere e duemila fazzoletti azzurri per la manifestazione «L'Italia del futuro, la forza che unisce», e alla Mostra d’Oltremare con i suoi 1.700 posti sarà allestita "una scenografia da sogno, e ci saranno baby-sitter e dog-sitter per favorire la partecipazione delle famiglie», promette l'europarlamentare di FI Fulvio Martusciello, sicuro che «il partito ha una classe dirigente matura e quindi non c'è il pericolo» che le tensioni di questi giorni rovinino la festa. Domani mattina è in programma l’ultima riunione organizzativa, per ora non è in dubbio la partecipazione di Gelmini, il cui intervento chiuderà la giornata di venerdì. La titolare degli Affari Regionali poi si fermerà assieme ai ministri Mara Carfagna e Renato Brunetta anche sabato, quando Berlusconi dovrebbe tenere l’intervento conclusivo. Sono insomma annunciati tutti i protagonisti delle fibrillazioni che da tempo agitano FI e che danno sempre più l'idea di un partito con due anime, una filo-leghista e una più moderata o filo-centrista.

L’evento sul Sud a Sorrento

Tanto che fra i parlamentari azzurri il secondo tema del giorno è il messaggio di complimenti a Carfagna, per l’evento sul Sud a Sorrento, inviato dal leader di Azione Carlo Calenda, «temuto» come possibile collante centrista. Così ha ripercussioni che vanno oltre la Lombardia la sostituzione di Salini (che ha respinto la richiesta di dimissioni e anzi avrebbe tentato una raccolta di firme a difesa del proprio lavoro), decisa da Berlusconi a fronte dei 5 consiglieri regionali fuoriusciti, delle percentuali deludenti nei capoluoghi e dello scarso radicamento in una regione che dovrebbe essere roccaforte. Secondo Gelmini, invece, è incomprensibile destituire, a ridosso delle elezioni locali, anziché - sarebbe il ragionamento del ministro - premiare, un coordinatore moderato, cattolico, che ha lavorato bene, che alle ultime Europee è stato il secondo più votato di FI dopo Berlusconi.

E da questo sarebbe nata la scelta di chiedere conto a Tajani a Sorrento. Salini, «amareggiato» dalla sostituzione, ha declinato la nomina a responsabile per i rapporti con le associazioni imprenditoriali. Al suo posto Berlusconi ha pensato di nominare Alessandro Cattaneo. Poi ha scelto di affidare il ruolo di commissario a Ronzulli, una delle persone a lui più vicine. "Sono un soldato nelle mani del Presidente Berlusconi. Mi ha chiamato ieri sera e, da figlia dell’Arma, ho risposto: presente!», dice la vicepresidente dei senatori azzurri, che ora avrà un ruolo delicato, soprattutto in vista delle elezioni regionali e politiche. Mancano una decina di mesi, e nel partito sono diffusi i timori di spaccature, con possibili diaspore verso la Lega o verso forze di centro.

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