Argomenti scottanti Chiudi
 

Bitcoin: Goldman Sachs apre ai prestiti con la criptovaluta

La prima criptovaluta nasce nel 2009 e si chiama Bitcoin: sia la tecnologia che la moneta virtuale hanno il medesimo nome

La prima criptovaluta nasce nel 2009 e si chiama Bitcoin: sia la tecnologia che la moneta virtuale hanno il medesimo nome e sono caratterizzate per la decentralizzazione che diventerà poi il marchio di fabbrica di tutte le altre. Proprio questa decentralizzazione rende l’ambiente a prova di hacker e, ad oggi, Bitcoin non è solo la criptovaluta più “anziana” sul mercato, ma sta conoscendo momenti di grande rivalutazione nonostante il tempo passato. Ad oggi, i cambiamenti più profondi vengono direttamente dal Goldman Sachs Group, la società leader nel mondo degli investimenti e del trading.

Cosa ha stabilito Goldman Sachs

Già di recente, Goldman Sachs aveva fatto sapere al mondo che una moneta virtuale come Bitcoin sarebbe stata presa in considerazione per fare hedging, ovvero garantire coperture monetarie riguardo investimenti rischiosi. Ma, ancora più recente, è la notizia che potrebbe anche essere considerata un collaterale in caso di prestiti o altre manovre finanziarie di una certa complessità (per approfondimenti vai qui).

Un collaterale non è altro che una sorta di bene sostitutivo a garanzia, ad esempio, di un prestito che non sia andato a buon fine: già nei prossimi mesi, la posizione rialzista di Bitcoin potrebbe diventare realtà in quanto utilizzata come repurchase agreement (ovvero titoli da erogare nell’immediato con la promessa di riacquistarli a prezzo maggiore in seguito) da parte delle banche che debbano onorare un creditore.

In un momento in cui le criptovalute stanno diventando sempre più tangibili e con valori quasi pari a beni primari di base come l’oro, Bitcoin potrebbe davvero portare Paesi come gli Stai Uniti a basare parte dell’economia su questa storica moneta virtuale. Occorre solo affrontare la problematica legata al regolatore dei mercati, ma la strada sembra già piuttosto spianata, in tal senso.

Tutte le potenzialità del Bitcoin nel trading online

In linea generale, Bitcoin è già impiegata per fare operazioni di trading classiche che portano ai trader anche delle soddisfazioni concrete: a patto di operare su piattaforme regolamentate da organi ufficiali quali Cysec e Consob, si può iniziare a prendere confidenza con questa criptovaluta già a partire da un conto Demo, o virtuale, che consentirà di simulare alla perfezione tutti i maggiori investimenti ma senza mai usare denaro reale: una forma di allenamento senza limiti temporali che può portare poi ad altre forme d’investimento interessanti.

Come, ad esempio, con i Cfd o contratti per differenza, grazie ai quali si può avere un vantaggio anche se la moneta è in ribasso sul mercato: occorre, come prima cosa, studiare l’andamento di Bitcoin e stabilire preventivamente se, nel lasso di tempo, avrà una posizione long (rialzista) o short (ribassista). A previsione corretta corrisponderà un’eventuale entrata.

Altra possibilità è rappresentata dal copy trading, una forma di trading automatico che risulta conveniente sia per i trader professionisti che per quelli neofiti: si tratta di prediligere uno o più popular investors proposti dal broker e impostare il proprio account perché ne ricalchi, letteralmente le orme a ogni singolo investimento. I vantaggi sono molteplici: non occorre investire tempo a studiare i mercati (e molti eccellenti broker forniscono comunque dei puntuali segnali di trading, analisi tecniche minuziose del mercato attuale), si possono osservare le mosse dei migliori imparando da loro e, infine, si può avere qualche chance in più di successo.

In linea generale, Bitcoin ha conosciuto alti e bassi, proprio come molti altri asset finanziari, nella sua “carriera”. Ma, proprio perché presente da più tempo, risulta persino più semplice prevederne l’andamento, per gli esperti del settore, specialmente quando viene rivalutato per portare a nuovi orizzonti finanziari.

Notizie simili