La Francia e lo «scandalo» delle «cene cordiali»: gli incontri segreti ...

22 ore ago
Marine Le Pen

diStefano Montefiori

Negli ultimi mesi, nella casa parigina del consigliere ufficioso di Macron Thierry Solère, si sono tenute cene tra membri della maggioranza macronista, Le Pen e Bardella. Byrou (Ensemble): «Segnale sbagliato». Rn: «Non siamo degli appestati»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - In piazza, in parlamento e nei media, settimane di «mobilitazione democratica», di «sbarramento contro l’estrema destra», di «cordone sanitario» contro gli infrequentabili candidati lepenisti del Rassemblement national, in difesa dei principi della République. 

Nell’appartamento privato di Thierry Solère, consigliere ufficioso di Emmanuel Macron, si sono svolte invece nei mesi scorsi cene tra il campo della maggioranza presidenziale e Marine Le Pen e Jordan Bardella, personalità evidentemente non così infrequentabili. 

La rivelazione di Libération, diffusa martedì sera, continua a fare discutere la politica francese impegnata nella già difficile ricerca di un nuovo primo ministro. Il luogo degli incontri è la nuova casa di Thierry Solère in rue d’Aumale, nel IX arrondissement di Parigi, nel quartiere alla moda a sud di Pigalle. Il continuo via vai delle auto blu e delle guardie del corpo per i ritrovi della classe politica parigina ha destato l’attenzione dei vicini, e infine dei giornalisti. Gli incontri si sono protratti anche nei giorni della crisi successiva alle elezioni europee, perché due testimoni hanno raccontato di avere visto Jordan Bardella uscire dal portone di rue d’Aumale ed entrare nella sua solita auto DS, che lo attendeva in strada, intorno alle 16 e 30 di mercoledì 12 giugno.

Il ruolo di Solère e di questi incontri sarebbe di facilitare i contatti informali tra la maggioranza centrista che finora sosteneva il presidente Macron e l’opposizione del Rassemblement national. Tra gli ospiti di Solère, l’ex primo ministro centrista Edouard Philippe, che nel corso di un’intervista televisiva ha confermato di avere cenato con Marine Le Pen nel dicembre scorso. «Sì, è vero, abbiamo cenato assieme perché ci conosciamo poco – ha detto Edouard Philippe -. E in occasione di quella cena, che è stata cordiale, abbiamo constatato di avere disaccordi molto profondi su molti temi». Il giornalista Gilles Bouleau, che stava intervistando Philippe sul primo canale Tf1, ha replicato prontamente «e avevate bisogno di cenare insieme per constatarlo?».

Non è in discussione il diritto di chiunque di parlare con chiunque, ovviamente, ma è una questione di opportunità politica: il presupposto delle elezioni legislative che si sono appena tenute, con le desistenze dei vari partiti per fare sbarramento al Rassemblement national, è che il Rn non è un partito normale, e che i suoi esponenti non hanno la stessa dignità politica degli altri. Un presupposto che vacilla se poi si viene a sapere che Edouard Philippe, uno dei protagonisti del sistema, va a cena con Marine Le Pen. «È un segnale sbagliato», ha subito commentato François Bayrou, compagno di Philippe nella coalizione centrista Ensemble che è arrivata seconda dietro al Nouveau Front Populaire. «Tra noi e l’estrema destra c’è un fossato insuperabile, non bisogna moltiplicare i segnali favorevoli al Rn, che potrebbero lasciare pensare a un avvicinamento».

Presa di distanze anche da parte di Gérald Darmanin, ministro dell’Interno: «Edouard Philippe cena con chi vuole, io però non avrei cenato con Marine Le Pen». A sinistra molta rabbia, per esempio da parte del deputato del Nouveau Front Populaire, Benjamin Lucas: «Tutti questi macronisti eletti grazie alla desistenza di un candidato del nuovo fronte popolare, che adesso vogliono censurare un possibile nostro governo, è per andare a cena poi con Marine Le Pen?».

La rivelazione della famose cene va indubbiamente a vantaggio di Marine Le Pen e del Rassemblement national, che possono denunciare tra le righe l’ipocrisia di un sistema che in pubblico cerca di tenerli ai margini ma in privato li frequenta in vista di future eventuali collaborazioni. «Anche io ho cenato con Thierry Solère tempo fa – dice Sébastien Chenu, vicepresidente del Rn -. Si può cenare con un collega che non ha le stesse opinioni politiche. In una democrazia, si cena con chi si vuole. Questo significa che non siamo degli appestati».

10 luglio 2024 ( modifica il 10 luglio 2024 | 18:34)

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