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Monica Cirinnà: "Quei 24mila euro nella cuccia del cane sono miei ...

Sono stati trovati su un terreno di proprietà della senatrice, che però non sa da dove provengano. Ora ha chiesto alla procura il dissequestro de…

Il tribunale civile deve stabilire a chi appartengono i 24mila euro trovati nella cuccia del cane dell'azienda agricola CapalBio Fattoria, la residenza toscana della senatrice Pd Monica Cirinnà e del marito Esterino Montino, sindaco dem di Fiumicino.

Il ritrovamento del bottino risale al 21 agosto del 2021, data in cui era stata aperta un'indagine della procura di Grosseto su quelle 58 banconote da 500 euro. Un'inchiesta che si era conclusa senza risalire a nulla. La svolta però arriva nei mesi scorsi: la senatrice dem vuole i soldi, in quanto proprietaria del terreno.

Il 4 maggio Cirinnà ha chiesto al gip di "disporre la restituzione" della somma in suo favore, opponendosi alla confisca chiesta dal sostituto procuratore. Questa la motivazione presentata dal legale dell'espomente del Pd: "Ai sensi dell'articolo 932 del codice civile il "tesoro", inteso come qualunque cosa mobile di pregio di cui nessuno può provare d'essere proprietario, appartiene - si legge nell'istanza di Cirinnà - al proprietario del fondo in cui si trova". Perciò dato che la senatrice è legale rappresentante di CapalBio Fattoria, i soldi spetterebbero a Cirinnà, secondo la tesi dell'avvocato. La richiesta però è stata respinta. Il gip ha replicato che "la richiesta di restituzione della Cirinnà non può essere accolta, poiché opera in questo caso la disciplina delle cose ritrovate". "Vi è senz'altro una situazione di controversia sulla proprietà - ha sottolineato quindi il gip - che dovrà essere risolta dal giudice civile". Per adesso le banconote contese restano sotto sequestro.

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