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Viaggi, si torna a volare dopo due anni di pandemia ma iniziano i primi disagi

In Italia i voli nazionali hanno superato quelli pre-Covid. I capi delle compagnie: «Mai viste così tante prenotazioni». Ma il settore riparte con meno personale. Ecco perché ci sono ritardi e cancellazioni
di Leonard Berberi

In Italia i voli nazionali hanno superato quelli pre-Covid. I capi delle compagnie: «Mai viste così tante prenotazioni». Ma il settore riparte con meno personale. Ecco perché ci sono ritardi e cancellazioni

Due anni e due mesi dopo lo scoppio della pandemia in Europa le persone hanno ripreso a viaggiare, gli aeroporti sono tornati affollati, gli aerei decollano sempre più pieni. In parallelo sono aumentati pure i disagi tra ressa ai gate, voli in ritardi o cancellati, bagagli non caricati in stiva o spediti per errore altrove. Quello che tutti gli addetti ai lavori auspicavano — il ritorno dei viaggiatori — è però avvenuto così repentinamente da aver sorpreso persino i più ottimisti. Tanto da aver fatto trovare a tratti impreparati vettori, società di gestione degli scali e persino le aziende di noleggio delle auto che nell’ultimo mese si affannano a trovare il personale che nel frattempo avevano licenziato per il Covid che aveva ibernato il trasporto aereo.

I movimenti

Nell’ultima settimana, calcola Eurocontrol, sopra i cieli europei il numero dei voli — commerciali, privati, cargo — resta inferiore del 17,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, quindi pre Covid. Ma è un dato che risente da un lato del conflitto in Ucraina (dove i collegamenti sono azzerati) e dall’altro della ridotta apertura agli europei dei mercati asiatici, cosa che non ha portato al ripristino di tutti i collegamenti che c’erano prima. Perché andando più nel dettaglio si scopre che ci sono Paesi che stanno facendo meglio dell’era pre-pandemica. Tra questi c’è l’Italia. Dal 1° gennaio al 23 aprile di quest’anno, si legge sui bollettini, il nostro Paese ha registrato oltre 70 mila voli per il trasporto passeggeri sulle rotte nazionali. Il dato è giù di appena lo 0,15% rispetto allo stesso periodo del 2019. Più indietro i voli internazionali (182 mila viaggi registrati, -27%).

Le compagnie

Sul fronte delle compagnie aeree sempre nell’ultima settimana la low cost ungherese Wizz Air ha volato il 16% in più dello stesso periodo del 2019, la rivale irlandese Ryanair quasi il 10% in più. In Europa ora volano oltre 5.300 velivoli e ne sono fermi 2.800, lo stesso numero di metà marzo 2020 quando la pandemia si è diffusa nell’area e sono iniziate i lockdown e gli stop ai voli. È solo un assaggio. Savanthi Syth, analista di Raymond James, calcola che tra maggio e giugno easyJet ha messo in vendita il 3-4% in più di posti rispetto allo stesso bimestre del 2019, Ryanair il 12% in più, Wizz Air attorno 40%. E non è ancora il picco estivo.

Le prenotazioni

«Stiamo assistendo a livelli di prenotazioni record nelle ultime cinque settimane, non abbiamo mai venduto così tanto e così velocemente», ha spiegato qualche giorno fa Ed Bastian, amministratore delegato di Delta Air Lines, una delle aviolinee più grandi del mondo. «Amo dover fare incontri operativi con il mio staff perché abbiamo troppi clienti prenotati», ha detto l’ad di easyJet Johan Lundgren ad alcuni giornalisti durante un incontro del settore a Bruxelles. «Stiamo mettendo in vendita molti sedili perché c’è tutta questa richiesta», ha aggiunto al Corriere. «Stiamo aumentando più del 2019 in alcune parti come in Grecia. Questo metterà pressione sul sistema, è ovvio. Il nodo sarà negli aeroporti e nei gestori del traffico aereo, ma tutti vogliono che le cose vadano bene».

Le rotte affollate

«I flussi Nord-Sud Europa quest’anno sono in netta crescita, dalla Scandinavia verso il Mediterraneo, in particolare le isole spagnole, e Portogallo e Grecia», ha raccontato al Corriere Michael O’Leary, numero uno di Ryanair. «Ci aspettano un po’ di sfide da affrontare — ha avvertito —: se siamo a posto sul fronte del personale navigante (piloti, assistenti di volo) e tecnico (manutenzione), vediamo molte criticità sul lato degli aeroporti dove hanno mandato a casa per la pandemia parte del personale addetto ai controlli di sicurezza e stanno facendo fatica a riprendersi quelle persone».

Le criticità

Maggio e giugno, ha proseguito O’Leary, «in particolare nel Mediterraneo e quindi anche in Italia, vedranno un numero elevato di passeggeri, ma non sono sicuro che gli aeroporti abbiano già il personale sufficiente a gestire questi flussi». Ci saranno ritardi? «È il principale rischio, in particolare nei grandi aeroporti». «Sarà un’estate senza problemi operativi nel trasporto aereo? Ho i miei forti dubbi», ha concordato Lundgren, ad di easyJet. «Ma la domanda di vacanze è così forte che le persone faranno di tutto per viaggiare». Non solo. «La variante Omicron mette in difficoltà il settore causando, con le infezioni, delle improvvise carenze di personale su tutta la filiera», ha detto ancora il capo di easyJet. «Ma non bisogna sottovalutare la voglia delle persone di andare in vacanza: penso che loro stessi siano maggiormente disposti ad accettare un qualche tipo di disagio — che comunque non vogliamo e stiamo facendo di tutto per evitarlo o per minimizzarlo —. Ma sono ottimista: milioni di persone in Europa avranno la loro migliore estate da anni».

L’impennata di prenotazioni

L’improvvisa fiammata delle prenotazioni, come raccontato, ha messo in difficoltà il settore. E questo ha portato alla cancellazione di migliaia di voli nell’ultimo mese. In alcuni casi — racconta più di un addetto ai lavori — le compagnie hanno alzato i prezzi così tanto per scoraggiare le persone a prenotare su alcune rotte così da rendere più gestibile la cancellazione di alcune frequenze specifiche. E nonostante questo c’è chi ha pagato anche dieci volte tanto la tariffa media pur di andarsene in vacanza.

Gli esuberi per il Covid

Alla base delle difficoltà nella ripartenza — come ricorda il Financial Times — c’è il fatto che il trasporto aereo ha mandato a casa 2,3 milioni di dipendenti in tutto il mondo, come calcola Oxford Economics. Tra i licenziamenti c’è il -29% dei lavoratori negli aeroporti — come il personale di terra — pari a 1,7 milioni di esuberi. Ora c’è la corsa ad assumere, ma il mercato non è ancora in grado di soddisfare tutta la domanda. Questo anche perché ci sono delle procedure di sicurezza da rispetta, a partire dal nulla osta su ogni persona che mette piede nelle aree sensibili dello scalo e di un aereo. L’ad di easyJet ha rivelato che ha oltre 100 persone in attesa di ricevere il via libera dalle forze di polizia.

Un anno in rosso

«Penso che le società del trasporto aereo avevano poche opzioni, quella più logica durante il Covid è stata procedere con gli esuberi in attesa di tempi migliori», ha spiegato Willie Walsh, numero uno della Iata (la principale associazione internazionale dei vettori), durante una conference call con i cronisti. «Per questo non me la sento di dare colpe a questo o quello». Le compagnie Usa e quelle europee stimano — e sperano — di chiudere il trimestre estivo luglio-settembre 2022 in modo profittevole, la prima volta dopo tre anni. Ma in ogni caso le aviolinee, stima la Iata, chiuderanno anche quest’anno in perdita (-11 miliardi di dollari). Portando così i danni da inizio pandemia ad almeno 200 miliardi di dollari.

lberberi@corriere.it

25 aprile 2022 (modifica il 25 aprile 2022 | 21:33)

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