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Social Media e Creator, le piattaforme seguono Clubhouse

Clubhouse permetterà agli utenti di pagare i Creator, in grado di creare contenuti esclusivi. E altre piattaforme social media sono pronte a seguire l'esempio
Clubhouse permetterà agli utenti di pagare i Creator, in grado di creare contenuti esclusivi. E altre piattaforme social media sono pronte a seguire l’esempio, come già successo con le chat audio.

Come promesso a fine gennaio, quando la startup ricevette il finanziamento da 100 milioni di dollari da Andreessen Horowitz, Clubhouse ha lanciato la funzionalità che permetterà di pagare i Creator. Chiamata Payments, attraverso questa modalità, gli utenti potranno pagare quelle persone che seguono in quanto capaci di creare “contenuti esclusivi”, i Creator. A loro volta, i Creator avranno la possibilità di guadagnare il 100% dai pagamenti, e questa è un’altra grande novità che permetterà a Clubhouse di metter in crisi la concorrenza delle membership platform.

Alla fine, Clubhouse, dopo aver lanciato il suo programma di accelerazione “Creator First“, pensato per reclutare Creator e aiutarli a costruire il proprio pubblico, come promesso, l’app che ha rivoluzionato il panorama social media con l’introduzione delle chat audio, permetterà ad un ristretto numero di Creator, per ora, di cominciare a guadagnare.

social media creator franzrusso.it

Come funziona payments di Clubhouse

La funzionalità per i pagamenti di Clubhouse è molto semplice. Una volta toccata l’immagine del profilo del creatori di riferimento, comparirà il pulsante “Invia denaro” (Send Money) offrendo all’utente la possibilità di scegliere quanto pagare. L’intera somma verrà riconosciuta al Creator, a questa andrà aggiunta “una piccola quota di elaborazione della carta” che verrà riconosciuta a Stripe, l’azienda di San Francisco, nata nel 2011, che elabora piattaforme per i pagamenti che già vanta collaborazioni con Google, Amazon, Spotify, Microsoft, Uber, Lyft.

Ma il vero tema che introduce Clubhouse è quello di portare all’interno di una piattaforma social media la logica “membership”. Ancora una volta Clubhouse può ritenersi pioniera in quanto, con questa mossa, apre la strada ai “social media memerhsip platform”. Perché questo?

Cresce l’esigenza di contenuti di qualità

La pandemia ha fatto emergere in maniera evidente quanto ci sia bisogno di accedere a contenuti di qualità, in quanto garantiscono certezza delle informazioni, verificabili, e, cosa non da poco, sicuro valore aggiunto. Possiamo, forse, dire che la pandemia da Covid-19 ha fatto comprendere quanto la logica del contenuto per i “like forzati” non garantisce sempre qualità e valore per chi ne usufruisce. Allora c’è bisogno di altro.

Vero, Clubhouse in realtà non inventa nulla, esistono già vere e proprie piattaforme di memebership che già attuano questa logica. Solo che, come dicevamo prima, Clubhouse è la prima (se non una delle prime) a sperimentare questa logica all’interno della propria piattaforma. Ecco la novità.

E come già successo, con l’esplosione delle chat audio, o audio room che dir si voglia, sappiamo già che questa sarà la strategia che adotteranno le altre piattaforme social.

Cos’è Patreon, la platform membership

Prima di vedere quali sono, è doveroso, per completezza di informazione, che tra le piattaforme di memebership più usate, ad oggi, non si può non citare Patreon “piattaforma in abbonamento che permette ai creator di ricevere compensi in modo facile“. E la società fondata da Jack Conte (CEO) e Sam Yam ha triplicato il suo valore, arrivano a 4 miliardi di dollari, grazie ad un nuovo investimento di 155 milioni di dollari. La dimostrazione che la strada del membership sarà, presto, quella che seguiranno tutti.

A proposito dei 4 miliardi di dollari di valore di Patreon, è notizia di oggi, riportata da Bloomberg, secondo fonti, che Clubhouse starebbe arrivando allo stesso valore di 4 miliardi di dollari in quanto è in attesa di ricevere un nuovo finanziamento, anche se non si sa di quanto e non si sa da chi. In pochi mesi quindi l’azienda di Paul Davison e Rohan Seth ha visto lievitare il suo valore, pur non avendo ancora un versione per Android (forse arriverà in estate o poco dopo) e pur non avendo ancora generato un modello di business chiaro a tal punto da generare entrate.

Ecco, l’introduzione della modalità per i pagamenti e il lancio di una strategia chiara proiettata ai Creator da parte di Clubhouse, sono due pilastri su cui si basa tutta la strategia dell’app di chat audio e, nei prossimi mesi, vedremo se questa pagherà.

Le altre piattaforme social: Super Follows di Twitter

Intanto le altre piattaforme non stanno solo a guardare. Twitter, che in questi giorni ha rilasciato la possibilità di aprire spazi su Twitter Spaces anche su Android, sebbene sempre in modalità “beta” (se vi va, seguite anche il nostro #SpazioTech) sta per lanciare Super Follows, un programma orientato ai Creator in abbonamento che consentirà loro di monetizzare. La funzionalità permetterà poi alla società di Jack Dorsey di sperimentare una nuova linea di business che consentirà di ottenere nuove entrate. Un modo per smarcarsi, se vogliamo, dalla dipendenza dall’advertising.

Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

Anche TikTok guarda ai Creatori realizzando il “Fondo per Creator”, al quale possono accedere utenti che superano un certo numero di visualizzazioni mensili. Adesso si parla di 100 mila visualizzazioni in 30 giorni. Da alcune stime, emerge che per generare entrate per i Creator, bisogna partire da un minimo di circa 80 mila visualizzazioni per ottenere 1 euro.

La “Creator Mode” di LinkedIn

Ai Creator guarda anche LinkedIn, introducendo “Creator Mode”, che verrà rilasciata per gli utenti entro questo mese, permettendo agli utenti di aggiungere funzionalità in modo da rendersi riconoscibili su certi argomenti ed essere considerati come “influencer” o “opinion leader”. Una volta impostata la modalità, il tasto “Connetti” si trasformerà in “Segui”. Inoltre, sarà possibile inserire, all’interno del proprio profilo, degli hashtag che caratterizzano i contenuti dell’utente.

E sempre LinkedIn è ormai pronta a lanciare la sua audio room, come abbiamo visto qualche giorno da, un altro strumento per aiutare i Creator ad emergere. Anche se ancora non è chiaro il modo con cui gli stessi Creator possano pensare di monetizzare a fronte di una attività sempre più strutturata sulla piattaforma.

Ecco, questa era solo una considerazione di un grande tema che, vedremo nei prossimi mesi, sarà sempre più al centro dell’attenzione di tutti.

E voi che ne pensate?

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