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Cancro della pelle, sono oltre 7 milioni i malati in Ue

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Sono più di 7 milioni i cittadini europei che stanno combattendo contro un cancro alla pelle. Si tratta di un dato preoccupante, secondo gli specialisti, anche considerando che molti di questi tumori potrebbero essere evitabili. A segnalare la necessità di sostenere la prevenzione sono stati gli esperti dell'Accademia europea di dermatologia e venereologia, che hanno presentato i dati di una nuova indagine condotta su 45mila adulti che vivono nell’Unione Europea.

I dati emersi dall’indagine approfondimento
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Dal report è emerso come l'1,71% delle persone coinvolte abbia riferito di avere un cancro alla pelle che, in numeri assoluti calcolati sul totale della popolazione dell'Unione Europa, significa circa 7.304.000 pazienti. Secondo i dermatologi, il risultato deve far riflettere anche perché “il cancro della pelle è il cancro più prevenibile, considerato che la maggior parte è causata dai danni dei raggi ultravioletti del sole”. I dati dell'indagine, inoltre, hanno dimostrato anche che il controllo dei nei o lo screening per i tumori cutanei ha rappresentato la motivazione principale per cui i pazienti hanno consultato un dermatologo negli ultimi 12 mesi, con oltre un quinto (pari al 22,3%) degli appuntamenti concordati con uno specialista della pelle per il controllo specifico di un neo o di una lesione cutanea. E dopo questi controlli lo 0,6% delle persone intervistate ha riportato una diagnosi di melanoma. Con i carcinomi dei cheratinociti che sono risultati “di gran lunga i più diffusi” oltre che “quelli in più rapido aumento con un'incidenza che dovrebbe aumentare di oltre il 40% fino al 2040”.

Il ruolo del dermatologo

Secondo Marie-Aleth Richard, tra gli esperti che hanno condotto l'indagine, “i risultati mostrano chiaramente la necessità di agire per prevenire il cancro della pelle”. Anche perché il 46,6% degli intervistati che ha segnalato di avere un tumore cutaneo ha altresì rivelato di sentirsi “moderatamente o estremamente ansioso e depresso”. Dal rapporto è emerso anche che, per quasi la metà dei pazienti, la malattia tumorale ha avuto un impatto negativo sulla vita personale, mentre quasi tre pazienti su cinque hanno segnalato effetti negativi che sono ricaduti sulla vita professionale. Poi, ecco un ulteriore dato: per la metà dei malati, i dermatologi rappresentano il punto di riferimento e l'Italia è stato segnalato come il Paese in cui lo stesso specialista è il professionista più consultato per i tumori della pelle, ovvero nel 53% dei casi.

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