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Da Taiwo ad Adli. Da Tomori a De Ketelaere.

Da Taiwo ad Adli.  Da Tomori a De Ketelaere.

MilanNews.it

Sul mercato di un grande club le opinioni contrastanti sono inevitabili. A ciascuno il suo di giudizio. Però vorrei qui fornire una pietra di paragone a tutti, ai più sereni e ai più scettici, entrambi mancherebbe con eguale diritto di cittadinanza, sul momento post-Scudetto che stiamo vivendo. Confrontiamolo ad esempio con l'ultima estate post-Scudetto della nostra vita, quella dell'estate 2011. Ricordate? C'erano le prime avvisaglie di fine ciclo da parte della storica proprietà rossonera, nonostante le forze tradizionali del Milan lottassero strenuamente perchè così non fosse. C'erano i primi prodromi della "seconda pelle" in società e le conseguenze del lodo Mondadori su più vasta scala. Mentre oggi c'è un trend positivo di sviluppo, con una compattezza ritrovata, all'interno e nessuna turbolenza di rilievo nei fattori ambientali esterni. Entriamo però nel merito per fare un confronto che non deve andare a detrimento di nessuno, ma che secondo me dimostra che mentre undici anni fa si rischiava il ristagno nonostante il grande amore con cui venivano fatte le scelte che era possibile fare dato il contesto, oggi invece il rilancio del Milan un passo alla volta stagione dopo stagione continua. Undici anni fa, dopo lo Scudetto di Allegri arrivavano a stretto giro Taiwo (che ricordavamo forte nella Champions 2009-10 con la maglia del Marsiglia) e Mexes purtroppo finito sotto i ferri dopo l'accordo con il Milan quando ancora indossava la maglia della Roma.

Oggi, dopo lo Scudetto di Pioli, invece ecco Adli, Pobega e Origi. Nel corso dell'estate 2011 sarebbero poi arrivati El Shaarawy, Aquilani e Nocerino con un solo acquisto a titolo definitivo, per 500mila euro, appunto Nocerino. La rosa alle spalle di questo mercato era fortissima e ricca di fuoriclasse, ma già appesantita da notevoli passivi di bilancio in ogni caso sempre puntualmente ripianati. Nel corso di questa estate 2022 è invece arrivato un acquisto a titolo definitivo per 35 milioni di euro, Charles De Ketelaere.  La rosa che accoglie il nazionale belga non è forte come quella del 2011, ma è in ogni caso forte, con alcuni campioni, giovane, in salute, titolata e più snella a livello economico. Quell'estate i sogni di mercato svaniti avevano i nomi di Hamsik e Fabregas, in questa quelli di Botman (in ogni caso scelta strategica rossonera) e Renato Sanches, che ha risposto con i fatti alla domanda che gli rivolgevamo idealmente proprio qui qualche editoriale fa. Quell'estate il pezzo forte in uscita era stato Pirlo, in questa Kessie e Romagnoli. Da una estate post-Scudetto all'altra ciascun tifoso faccia i suoi confronti e decida di che umore essere dopo le sue valutazioni e i suoi raffronti.

Veniamo ad oggi. C'è un dato che balza agli occhi, in attesa del difensore e del centrocampista di cui speriamo tutti si possano trovare le opportunità di mercato per portare in rosa (la stagione sarà durissima e più ci si attrezza meglio è, nonostante poi il Milan abbia un allenatore sempre pronto a fare di necessità virtù) di qui a fine agosto. Fino ad oggi, il Milan dell'estate 2022 ha spesso nettamente di più per le acquisizioni (o meglio l'acquisizione) a titolo definitivo, che per i riscatti di giocatori già presenti in rosa. Una estate fa, i riscatti, benedetti sia ben chiaro, di Tomori e Tonali avevano assorbito il 60-70 per cento delle risorse di mercato ed erano l'indicatore di una società che aveva come primo tema aperto quello di consolidare l'esistente più che di inserire pezzi nuovi per il futuro. Cosa quest'ultima che poi è comunque stata fatta, ma gestendo e arrangiando.

Oggi, un anno dopo, rimane sostanzialmente sul tappeto il riscatto di Messias, perchè quello di Florenzi è stato coperto dalla cessione di Leo Duarte. E quindi una quota minima rispetto all'ingente investimento di un nuovo giocatore a titolo definitivo come CDK. Personalmente, vedo un grande passo in avanti, dal consolidamento allo sviluppo. In attesa della fine effettiva del mercato, ma anche della prova generale di oggi a Vicenza e della prima di campionato contro l'Udinese. Perchè sapete, immaginate, vedo già sfrecciare davanti a me Beto, mi punta già Deulofeu e mi morde già le caviglie Arslan. Per cui sì il mercato, va bene, ma senza perdere di vista il campo. Che fra poco prenderà il sopravvento. Come sempre.

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