La svolta di Singapore: commestibili 16 specie di insetti (comprese ...

3 giorni ago

Oltre cinque milioni di abitanti e un’atmosfera che aveva raggiunto livelli preoccupanti di inquinamento già nel decennio scorso. Singapore, città meravigliosa e dalle mille contraddizioni, sede di alcune tra le più vivaci realtà gastronomiche e di mixology degli ultimi anni (basta vedere i risultati di The World’s 50 Best Restaurant e Bar), parte da queste premesse per correre veloce verso il futuro. E provare a cambiare qualcosa. Già una delle prime città asiatiche a mettere in commercio la carne coltivata, nell’estate 2024 ha fatto un ulteriore passo avanti, approvando il commercio di alcune specie di insetti destinate al consumo umano. Una scelta programmatica chiara e semplice, arrivata dopo più di un anno dall’annuncio, che segue il mercato, come ha sottolineato la Singapore Food Agency, che afferma di aver preso questa decisione perché “l’industria degli insetti è nascente e sono un nuovo alimento” a tutti gli effetti.

Singapore - Figure 1
Foto La Repubblica

Ma quali sono le specie che potranno essere commercializzate in questo angolo di Asia? Singapore, creando stupore nella comunità scientifica che non si aspettava una scelta così netta, ha approvato la commercializzazione di ben 16 specie di insetti, in vari stadi di crescita. I grilli (4 specie), le cavallette (2 specie), una locusta e un’ape mellifera solo se prelevate nello stadio adulto nella loro vita, mentre se nello stadio di larva potranno essere consumati tre tipi di vermi della farina, una larva bianca e una larva di scarabeo rinoceronte gigante (attualmente non allevata per il consumo umano), oltre a due specie di falena. Le falene del baco da seta e i bachi da seta potranno essere invece mangiati a prescindere dal loro stadio di crescita. È stato inoltre previsto il via libera all’importazione di alcuni prodotti già processati che hanno gli insetti come materia prima: olio di insetti, pasta cruda con insetti come ingrediente aggiunto, cioccolato e altri dolciumi contenenti non più del 20% di insetti, larve di api salate, in salamoia, affumicate ed essiccate, larve di coleottero marinate e pupe di baco da seta.

Un atto politico che sta già facendo discutere, anche se è solo ai primi passi del suo percorso, mentre la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ndr) continua a promuovere una politica di promozione e sensibilizzazione verso questo tipo di scelta alimentare. In Italia la critica è feroce e ha occupato spesso le prime pagine dei giornali e l’agenda del Ministero dell’Agricoltura, ma in molti Paesi tutto questo è già realtà. Secondo Scientific Reports, a metà del corso del 2024 gli insetti sono legalmente commestibili per l’essere umano in 128 Nazioni nel mondo, per un totale di oltre 2200 specie, la maggior parte in Asia, seguita da Messico e alcune zone dell’Africa. “In Thailandia, India, Repubblica Democratica del Congo e Cina - riporta il Guardian - vengono consumate centinaia di specie di insetti, mentre in Brasile, Giappone e Camerun se ne consumano 100 o più specie ciascuno”. Una buona base di partenza per gli chef di Singapore, che già in passato hanno dimostrato una notevole creatività, mettendo in commercio la (criticata) Carbonara con pollo sintetico.

Singapore - Figure 2
Foto La Repubblica

Mentre nei territori dell’UE (al netto delle leggi dei singoli Stati membri), al momento è autorizzato il commercio di sole 4 specie e in Australia il numero si abbassa a 3 (un grillo e due tipi di verme della farina), una particolare voce della lista di Singapore promette di far discutere gli ecologisti. Ovvero quella che prevede il consumo di api, specie fondamentale per la continuazione della vita sulla terra, in grande pericolo negli ultimi anni. Secondo gli scienziati che supportano la necessità di cercare nuove forme di proteine sostenibili per il consumo umano, a essere consumate saranno solo fuchi o api maschio, prive quindi di pungiglione e rimosse naturalmente dagli alveari in quanto “sottoprodotto” di quel mondo perfetto.

La regolamentazione promette di essere severa, nonostante non esistano standard internazionali per questo tipo di commercio. Come è stato riferito da un portavoce della SFA a Channel New Asia, “le linee guida sono state sviluppate dopo un'accurata revisione scientifica e stabiliscono che non devono essere introdotti contaminanti nell'allevamento e nella lavorazione di insetti e prodotti a base di insetti. I prodotti saranno, inoltre, soggetti a ispezione e sorveglianza da parte dell’agenzia” e le aziende tenute a uno stretto protocollo burocratico per accertarne la tracciabilità. “Non sarà consentita la vendita di alimenti ritenuti non conformi alle normative sulla sicurezza alimentare della SFA”. Un nuovo corso, quindi, che inizia con prevedibili polemiche (e molte ne arriveranno ancora, probabilmente), ma promette di segnare il futuro.

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